I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

Prima pagina

Rina FerrèLa staffetta partigiana Rina Ferrè (classe 1930) ci ha lasciato.
Rina nasce a Canegrate da famiglia molto povera. Il padre, dapprima operaio tessile, fu assunto alla Franco Tosi di Legnano. Rina era la prima di 5 figli e presto la sua infanzia conobbe le ristrettezze economiche conseguenti alla guerra. L'avvento del regime fascista fece nascere in Rina un forte senso di ribellione contro le ingiustizie perpetrate a danno della povera gente. Sin da piccola Rina fece propri gli ideali di giustizia sociale, di solidarietà, di amore per la libertà. Si rafforzò in lei un forte sentimento antifascista. “Quando venne il momento di scegliere – racconta Rina in una delle sue ultime testimonianze - non ebbi alcun dubbio: aiutai mio padre partigiano combattente, facendo parte della Brigata Garibaldi, con alcuni partigiani di Busto Garolfo agli ordini di Celio Danesi. Come staffetta ritiravo manifestini e stampa non autorizzata , da distribuire con i clandestini canegratesi, insieme a mio fratello Carluccio più piccolo di me. Curavamo le munizioni, le armi raccolte, le oliavamo. Dopo averle pulite le nascondevamo nella cappa del camino di casa nostra, per poi consegnarle ai partigiani. A novembre del 1943 conobbi il terrore e la paura. Mio padre fu arrestato dalla milizia di Parabiago e tradotto a Legnano nelle carceri di San Martino. Fummo contattati anche noi dal podestà di Canegrate. Fui portata a Legnano con mia madre e mia zia, al Circolo di Sciuri, l'ufficio politico investigativo, covo dei fascisti. Subii un durissimo interrogatorio senza mai tradirmi. Interrogarono me che, essendo ragazzina, ero, secondo i fascisti, più affidabile degli altri. Non potrò mai dimenticare quel regime di terrore.” Rina è stata decorata con la Medaglia riconosciuta ai partigiani dal Ministero della Difesa nel 2016 in occasione del 70° anniversario della Liberazione. Rina, da sempre iscritta all'Anpi, è sempre stata punto di riferimento per i comuni di Canegrate, Parabiago, Busto Garolfo. Frequentissimi erano gli incontri di Rina con i ragazzi delle scuole, come quello avvenuto, a cura delle sezioni Anpi di Canegrate e Parabiago, lo scorso anno in occasione della presentazione del libro “Passami il testimone” redatto a cura degli allievi della scuola Media Rancilio di Villastanza, avvenuta presso la biblioteca di Parabiago il 2 maggio 2019.
Rina era sempre disponibile a raccontare la sua esperienza e a testimoniare il diritto alla libertà che, come amava ripetere, va sempre custodito con impegno personale per evitare che ci venga negato.

Roberto Cenati - Presidente Anpi provinciale di Milano .

 

Per la prima volta in un quartiere di Milano, all'Ortica, la storMurales dedicato a Maria Maddalena Rossiia del Novecento viene scritta sui muri.
Sono state completate le prime 12 grandi opere murarie, sulle 20 previste, visitabili in tutta sicurezza dai cittadini, all'aperto.

OR.ME Ortica Memoria nella ricorrenza del 75° anniversario della Liberazione, in collaborazione con Anpi, Aned, Anppia, Anpc, Bella Ciao, ha dedicato, in via Tucidide, un grande murale a dieci antifascisti, partigiani e deportati milanesi, donne e uomini di ogni orientamento politico e culturale: suor Enrichetta Alfieri, Mons. Giovanni Barbareschi, Carlo Bianchi, Nedo Fiano, Thelma de Finetti, Luigi Pestalozza, Elena Rasera, Mino Steiner, Carlo Venegoni, Claudia Ruggerini.
Tra le importanti figure di donne raffigurate voglio ricordare Claudia Ruggerini che ho avuto modo di conoscere e di stimare profondamente La vita di Claudia rimarrà segnata, nel 1934, dalla tragica morte del padre, vittima di una selvaggia aggressione fascista. Questa sconvolgente vicenda sarà determinante per la sua scelta di vita, di antifascista e partigiana. Claudia (nome di battaglia Marisa) ha partecipato come partigiana nelle formazioni della Val d'Ossola, e nella 107a Brigata Garibaldi. Fu particolarmente attiva a Milano, nel Comitato Iniziative Intellettuali promosso dall'avvocato Antonio D'Ambrosio, tra i dirigenti più stimati e apprezzati della Resistenza milanese. Il Comitato divenne punto di riferimento importante per letterati, architetti, pittori e scultori. Scopo del Comitato non fu solo di opporsi al nazifascismo ma di formulare progetti riguardanti il futuro del nostro Paese. Tra i momenti più belli della sua vita Claudia ricordava sempre la mattina del 25 aprile 1945, quando prese parte all'occupazione del “Corriere della Sera”, con Antonio D'Ambrosio, Alfonso Gatto, Elio Vittorini. Nel giugno del 1953 accettò di far parte con Eugenio Reale e Antonio D'Ambrosio della delegazione recatasi in Costa Azzurra per convincere Picasso ad autorizzare il trasferimento dagli Stati Uniti del famoso quadro Guernica che venne esposto a Milano nell'autunno del 1953 a Palazzo Reale. Nel dopoguerra Claudia divenne primario neurologo all'Ospedale di Rho e a partire dal 1976 gestì un importante centro di neuropsichiatria infantile. Claudia scelse di lavorare esclusivamente per gli enti pubblici della sanità, tanto che dopo il pensionamento ritornò in ospedale come volontaria per 10 anni, ritenendo da sempre la professione come servizio alla comunità. La vita di Claudia è sempre stata intesa in funzione della collettività: per la libertà dall'oppressione nazifascista, per un mondo migliore, per un impegno pubblico al servizio del bene comune. Claudia ci ha lasciato il 4 luglio 2016.

Roberto Cenati - Presidente Anpi Provinciale di Milano

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