I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

Prima pagina

Al link di seguito trovate il primo di tre video curati dall’ANPI nazionale sui crimini commessi dal fascismo fin dalla sua nascita. Uno strumento importante, moderno, di attiva illustrazione del volto vero del ventennio e del suo duce.

IL copertina-videoVIDEO:Il primo dei tre video curati dall'ANPI Nazionale

 

 

Foto di Lena D'AmbrosioCi ha lasciato nella notte di domenica 9 giugno la partigiana Lena D'Ambrosio, all'età di 98 anni.
Di famiglia antifascista, Lena ha partecipato attivamente alla Resistenza. Nell'abitazione dei genitori (il padre faceva parte delle Squadre di Azione Patriottica - Sap) offriva, con i suoi cari, ospitalità ai partigiani feriti ai quali venivano prestate le opportune cure. Lena, sorella di Wally D'Ambrosio, anch'ella partigiana, attiva nei Gruppi di Difesa della Donna e Consigliere provinciale del Pci sino al 1980, si era sposata con Mario Paladini, partigiano combattente nell'Ossola e in Valsesia con Cino Moscatelli e con Aldo Aniasi.
Iscritta all'Anpi fin dal 1946, Lena Ë stata sempre attiva nella Sezione Anpi Musocco, dedicata al partigiano Arturo Capettini, di cui Mario Paladini Ë stato per decenni Presidente. Nel dopoguerra Lena ha dedicato tutta la propria vita per il suo prossimo, impegnandosi nel sociale, come Presidente per lunghi anni del Centro anziani di Via Aldini. Era diventata punto di riferimento per tutti e per chi le si rivolgeva aveva sempre una parola di comprensione, di conforto e di incoraggiamento. Lena interveniva spesso nelle scuole per raccontare alle giovani generazioni gli anni terribili del regime fascista e il glorioso periodo della Resistenza italiana. Finchè le forze l'hanno sorretta era sempre presente alle iniziative dell'Anpi. Immancabile era la sua partecipazione alla cerimonia che ogni anno l'Anpi provinciale promuove al Campo della Gloria, per ricordare i Combattenti della Libertà.
Ho un ricordo molto affettuoso di Lena e di Mario Paladini. Quando Paladini era ancora in vita trascorrevo intere mattinate nella loro abitazione, dove venivo accolto con grande amore da Lena e Mario che mi raccontava della sua ferma opposizione al regime fascista e della sua vita da partigiano combattente nell'Ossola e in Valsesia. Lena e Mario mi hanno fatto sempre sentire come un membro della loro straordinaria famiglia. Ricorderemo sempre con grande affetto e commozione Lena e Mario.
A Leila,alla sorella Valeria, ai nipoti, ai familiari, ai compagni, un affettuoso abbraccio.

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano 

 

Foto di Elena Rasera. Festa per il suo centesimo compleannoLa partigiana Elena Rasera, nome di battaglia “Olga” ci ha lasciato, il 10 giugno, all'età di 106 anni.
Elena, di famiglia antifascista, entra nella fabbrica  Olap nel 1935, all'età 21 anni, dopo essersi trasferita a Milano dal suo paese di Santa Giustina Bellunese.
Durante la Seconda Guerra Mondiale la Olap che contava ben 3000 operai di cui 1700 donne, costituiva un complesso tra i più importanti, per il particolare tipo di produzione legata alla guerra.
Nel corso dell'inverno del 1943 Elena si occupa dell'organizzazione dei Gruppi di Difesa della Donna.
Nella sua autobiografia, così ricorda: “Il compito di organizzare i Gruppi di Difesa della Donna nella fabbrica non era facile. Bisognava agire con oculatezza e molta prudenza. I gruppetti erano costituiti da due o tre operaie che a loro volta si collegavano con altri gruppetti. Si formava così una sorta di catena di Sant'Antonio. Intanto la stampa circolava”.
Fu Elena a organizzare lo sciopero del marzo 1944 alla Olap al quale aderirono circa 500 donne.
Nel corso dello sciopero, dopo aver tolto la corrente, furono prima le donne a uscire proteggendo gli uomini che erano più esposti agli arresti ed alle rappresaglie.
Verso la metà dell'ottobre 1944, a seguito del ritrovamento di armi alla Olap da parte dei fascisti, vi furono sette morti ed una ventina di arresti.
Elena non può più rientrare in fabbrica e si dà alla macchia dopo aver ricevuto l'incarico di Capo servizio di collegamento e di diffusione della stampa clandestina.
Elena diventa responsabile della zona che comprendeva il tratto da Porta Venezia a Rogoredo, facendo capo alla Olap, alla Saffa, alla Bianchi, alla Innocenti.

Tra gli episodi che l'hanno più profondamente toccata, Elena ricorda l'incontro con Gina Galeotti Bianchi, la prima caduta partigiana nei giorni dell'insurrezione di Milano. “Incontrai questa partigiana – racconta Elena – all'appuntamento in via Carlo Farini. Appena ci siamo riconosciute, lei si è sentita male ed era molto preoccupata per il buon esito della missione che le avevo dato da compiere. La condussi allora in un caffè e chiesi al gestore un bicchiere d'acqua. Invece lui, vedendo che stava male, le diede del surrogato di caffè.
Dopo un po' Gina, la “Lia” si riprese e mi confessò: “Sai sono in stato interessante. Mi chiamo Gina Galeotti e sono sposata Bianchi, ma mio marito si trova in carcere”.
Ci lasciammo; dopo alcuni giorni scoppiò l'insurrezione e in quella occasione incontrai una partigiana, quella che aveva avuto i collegamenti con la Lia. Fu lei che mi comunicò la morte di quella giovane, coraggiosa staffetta, colpita da una raffica di mitra dai tedeschi nelle ore più calde della Liberazione. Quando il marito uscì da San Vittore lei e il bambino che portava in grembo se ne erano andati per sempre”.
Elena Rasera, da tempo in una casa di riposo per anziani, ha ricevuto la medaglia e il diploma di partigiana dal Ministero della Difesa nella ricorrenza del 70 anniversario della liberazione.

Elena rimarrà sempre nei nostri cuori.

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano