I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

Prima pagina :: Biografie :: Personalità delle Brigate Garibaldi :: Giuseppe "Alberto" Verginella
Indice
Giuseppe "Alberto" Verginella
Lumezzane: Ricordo del comandante partigiano
NEL «MAQUIS» FRANCESE
DALLA 54a ALLA 122a BRIGATA GARIBALDI
SEGNALE DI RICONOSCIMENTO: L'OTTO DI BASTONI SPEZZATO IN DUE PARTI
COSA ACCADDE A CREMIGNANE D'ISEO
LA CATTURA
15 GIORNI DI SEVIZIE E TORTURE. IL PRODITORIO ASSASSINIO A LUMEZZANE
PRESENTAZIONE della pubblicazione ANPI
Tutte le pagine

Medaglia d'argento al valor militareMedaglia d'Argento al valor militare alla memoria.

Monumento a VerginellaNato a Santa Croce (Trieste) il 17 agosto 1908, ucciso dalla polizia fascista a Lumezzane (Brescia) il 10 gennaio 1945, operaio.
Giovane operaio comunista, aveva soltanto 17 anni quando fu arrestato dalla polizia per la sua attività politica. Perseguitato dai fascisti fu costretto a rifugiarsi all'estero. Dopo un soggiorno in Jugoslavia e in Francia, Verginella passò in Unione Sovietica. Qui frequentò le scuole di partito e, nel 1933, l'esule italiano fu eletto deputato al Soviet di Mosca.
Nel 1937, accorse in Spagna per combattere contro i franchisti nelle Brigate Internazionali. Inquadrato nel IV Battaglione della Brigata Garibaldi, Verginella partecipò alla vittoriosa battaglia di Guadalajara e, nel luglio-settembre 1938, alla sfortunata offensiva repubblicana sul fiume Ebro, durante la quale fu ferito.
Quando gli internazionalisti lasciarono la Spagna e, nel febbraio del 1939, passarono in Francia, il comunista italiano fu internato nel campo del Vernet, di dove le autorità francesi, nel 1940, tentarono di consegnarlo alla polizia italiana. Durante la traduzione, giunto in prossimità della frontiera, Verginella riuscì a fuggire e a rientrare in Francia, dove entrò nel "maquis", diventando commissario politico e poi comandante della zona di Lione.
Alla caduta del fascismo, tornato in Italia e assunto il nome di battaglia di "Alberto", l'intrepido operaio triestino fu attivo prima nella Resistenza piemontese e poi in quella bresciana, dove divenne commissario politico della 54ma Brigata Garibaldi in Valle Saviore e poi comandante della 122ma Brigata Garibaldi, operativa in Val Trompia.
La vigilia di Natale del 1944 "Alberto" doveva incontrarsi con altri patrioti a Provaglio d'Iseo. All'appuntamento giunse invece, per una delazione, la polizia fascista. Incarcerato a Brescia, Giuseppe Verginella fu interrogato e torturato per giorni e giorni, senza che i suoi aguzzini riuscissero a ottenere da lui le informazioni che volevano. Trasportato a Lumezzane, dove si sapeva essere il centro organizzativo della 122ma Garibaldi, "Alberto" fu eliminato durante un disperato tentativo di fuga.
Quando si seppe della sua morte, la 54ma Brigata Garibaldi continuò nel suo nome, sino alla Liberazione, la lotta contro i nazifascisti. Decorato di Medaglia d'argento, nell'immediato dopoguerra a Giuseppe Verginella sono state intitolate strade a Lumezzane e nel capoluogo della provincia.
Di Verginella si parla in molti libri sulla Resistenza, e nel volume di Franco Giannantoni, pubblicato nel 2002 da AICVAS, col titolo Brevi biografie dei combattenti di Spagna.
(fonte: anpi)