I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

Prima pagina :: Storia :: Storia europea :: Simboli dei campi di concentramento nazisti - Simboli particolari
Indice
Simboli dei campi di concentramento nazisti
Triangoli colorati
Triangoli doppi
Simboli particolari
I triangoli nel lager di Bolzano
Numeri di matricola
Schemi dei simboli
Tutte le pagine

Simboli particolari

  • Determinate lettere utilizzate all'interno dei triangoli indicavano il paese di origine:
  • B (Belgier, belga), F (Franzosen, francese), I oppure IT (Italiener, italiano), J (Jugoslawen, jugoslavo), N (Niederländer, olandese), P (Polen, polacco), S (Spaniern, spagnolo) T (Tschechen, ceco), U (Ungarn, ungherese). Tedeschi, austriaci, lussemburghesi non avevano alcuna lettera riferita alla nazionalità;
  • un rettangolo posto sopra il triangolo indicava i prigionieri recidivi, Ruckfällige;
  • nel lager di Auschwitz verso la fine del 1944 gli ebrei erano contrassegnati con un triangolo rosso sopra il quale vi era un rettangolo giallo;
  • nel lager di Mauthausen gli ebrei erano identificati con una Stella di David formata da due triangoli, uno giallo e uno rosso, appositamente sovrapposti;
  • un disco nero, posto tra il vertice inferiore del triangolo e il numero di matricola, contrassegnava i prigionieri assegnati alle compagnie di disciplina, Strafkompanie, condannati a una colonia penale per aver commesso infrazioni disciplinari;
  • un disco bianco-rosso, weiss-rote Zielscheibe, posto sotto il numero di matricola e sulla divisa all'altezza della schiena, contrassegnava i prigionieri sospetti di fuga, Fluchtverdacht;
  • una lettera Z, che precedeva il numero di matricola dei prigionieri, identificava Rom e Sinti;
  • un triangolo nero recante la lettera A al centro indicava il prigioniero condannato al "lavoro rieducativo", Arbeitserziehungshäftling;
  • un triangolo verde recante la lettera S al centro indicava il delinquente abituale detenuto per misura di sicurezza, Sicherungsverwahrte Häftlinge. Si trattava dei carcerati che avrebbero dovuto essere assegnati ai lager giudiziari, Justizlager, inviati invece ai campi di concentramento per "fermo protettivo";
  • la sigla SU contrassegnava i prigionieri di guerra sovietici;
  • la lettera E posta prima del numero di matricola contrassegnava i prigionieri "da rieducare", Erziehungshäftling;
  • la lettera X di colore rosso, tracciata all'altezza della schiena sugli abiti civili indossati da alcuni prigionieri, poiché era un evidente simbolo identificativo degli internati, serviva a scoraggiare i tentativi di fuga;
  • i Kapo generalmente portavano al braccio sinistro una fascia particolare, erano perciò detti "quelli che portano la fascia", Bindenträger;
  • un disco rosso sotto il quale vi era la sigla IL (Im Lager, nel campo) contrassegnava i prigionieri sospetti di pianificare una fuga.
  • un triangolo bianco con il contorno nero e la scritta IMI per gli Internati Militari Italiani (coloro che dopo l'8 settembre 1943 rifiutarono l'arruolamento ai Nazi-Fascisti o rifiutavano il lavoro obbligatorio)
  • un triangolo bianco con il contorno nero e l'iniziale dello Stato di appartenenza nel triangolo per i Prigionieri di Guerra
  • un bracciale con la scritta TODT per coloro che venivano arruolati per i lavori forzati nel caso non fosse disponibile un Trasporto o per esigenze difensive lungo le coste o per coloro che non erano internati ma avevano ottenuto la possibilità di lavorare fuori dai lager.

Bracciale marrone dei prigionieri speciali









(bracciale marrone: prigioniero speciale)