I Fumetti della Resistenza

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16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

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Indice
Internati militari italiani (IMI)
I lager
Gli IMI deceduti
Il ritorno
La memoria oggi
Le testimonianze in un film
Internati Militari Milanesi
Tutte le pagine


I LAGER 

Mappa dei Campi di concentramento e di sterminioNel Terzo Reich erano presenti centinaia Lager principali, ciascuno con decine Campi secondari. I lager suddivisi, tra le XXI Regioni Militari e il Governatorato generale, erano 'differenziati' e assolvevano a diverse 'funzioni' ed erano ripartiti in:
(clicca sulla mappa per ingrandire) 

 

 

 

 

 

  • Stalag o Stammlager: Lager per sottufficiali e truppa, controllati dalla Wehrmacht 
  • Oflag o Oflager o Offizierslager: Lager per ufficiali, controllati dalla Wehrmacht 
  • Dulag o Durchgangslager: Lager di transito, situati soprattutto nei Paesi occupati 
  • Lazarett: Lager ospedale;
  • Straflager: Lager di punizione alle dipendenze della Gestapo o delle SS;
  • Konzentrationszone K.Z.: Campi di sterminio alle dipendenze della Gestapo o delle SS.

A questi Lager vanno aggiunti i moltissimi Arbeits-Kommando nei quali gli Internati Militari e civili di tutte le nazionalità furono adibiti ai lavori forzati. In totale i luoghi interessati alla prigionia furono oltrediecimila.

La vita quotidiana nei campi di prigionia che era scandita da estenuanti 'appelli'. 
Durante queste adunate i Militari restavano in piedi per una/due ore, sempre all'aperto e con qualsiasi tempo. Perquisizioni e ruberie, poi, erano all'ordine del giorno.
La Fame, il freddo, la fatica e i maltrattamenti hanno accompagnato sempre la vita dei Militari italiani e anche la 'Morte' che veniva somministrata a 'dosi': un rancio al giorno, chiamato dai militari 'sbobba' che era composto da una brodaglia di rape e patate non sbucciate, 250-300 gr. di pane nero, un po' di margarina o di formaggio.
Ma la morte giungeva, spesso, all'improvviso anche per il colpo di fucile di una sentinella. 
Le Baracche, erano sempre sovraffollate e molti internati per carenza di posti erano costretti a dormire sul pavimento. 

La vita quotidiana viene proposta principalmente nelle immagini fotografiche o pittoriche degli Ufficiali, perché furono loro, principalmente, a permanere stabilmente nei Campi di Concentramento; infatti i Soldati furono da subito costretti al lavoro nelle miniere, nelle officine, nelle fabbriche naziste.

Dieci/quattordici ore di lavoro al giorno, sotto continua sorveglianza.
Quindi nel Lager rimasero solo per dormire, durante le poche ore notturne loro concesse.
Gli Ufficiali, invece, che non avevano occasioni per 'uscire' dai lager soffrirono di più la fame, i ricatti, i soprusi, la morte, ma rifiutarono in massa ogni lavoro, di prigionia.
Le immagini di un'umanità sofferente denunciano con forza l'ingiustizia della loro condizione di internati.
Sono volti di uomini costretti a consumarsi, ma non a perdere la propria dignità!
La fame degli internati nei Lager nazisti, è stata fame 'nera, che li ha perseguitati per tutta la detenzione!
Una fame che il litro di brodaglia nella quale galleggiavano poche bucce di verdura non saziava.

IL LAVORO COATTO.
Dopo l'accordo Hitler - Mussolini del 20 luglio 1944, anche gli Ufficiali furono avviati ai lavori forzati e tutti gli IMI, nonostante il loro reiterato rifiuto a collaborare, furono dichiarati unilateralmente lavoratori civili e come tali sottoposti al diretto controllo della Gestapo.