I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

Prima pagina :: Storia :: Storia nazionale :: I milanesi alla Costituente: Leo Valiani

Leo Valiani Leo Valiani
(9 febbraio 1909 Fiume Croazia - 18 settembre 1999 Milano)


“Leo Valiani, antifascista, membro del CLNAI, eletto il 2 giugno 1946 all'Assemblea Costituente e dal 1980 senatore a vita (ci ha lasciato il 18 settembre 1999) , era arrivato a Milano sul finire del 1943, prima ospite di Mario Alberto Rollier in via Poerio 37, poi in una camera ammobiliata in via Caccianino, infine in due locali di via Monte Bianco, tenuti da un tranviere. Ma dal tardo autunno del 1944 – raccontò in una intervista rilasciata nel 1988 allo storico Arturo Colombo – dopo che a Monte Bianco era arrivata la polizia fascista, senza trovarmi, l'avvocato Pietro Crocioni di Bologna, che allora era un mio stretto collaboratore nella lotta clandestina, mi aveva procurato l'appartamento di servizio dell'architetto Brega, zio di sua moglie, in via Benedetto Marcello 6, dove sono rimasto per dodici anni. La campagna elettorale l'ho preparata lì, e lì tornavo ogni volta che non ero a Roma per i lavori della Consulta e dell'Assemblea Costituente, dove facevo parte del Gruppo Autonomista, perchè insieme a noi del Partito d'Azione c'erano anche i rappresentanti del Partito sardo d'azione, con Emilio Lussu in testa. All'Assemblea Costituente Valiani entra a far parte della Commissione Finanze e Tesoro. “Non sono stato nella Commissione dei Settantacinque che ha disegnato l'intera Carta Costituzionale, ma anche nelle singole commissioni, di lavoro ne abbiamo svolto parecchio: problemi economici e sociali legati alla ricostruzione e alla lotta all'inflazione e alla disoccupazione. In aula c'erano da discutere problemi di grossa rilevanza: la politica estera, il trattato di pace, la crisi di governo. Basti pensare alla crisi del gennaio-febbraio 1947, dopo Palazzo Barberini, quando De Gasperi rassegnò le dimissioni e si preparò a formare il terzo governo, quello con Sforza agli esteri al posto di Nenni, e soprattutto alla crisi dell'estate di quello stesso anno che lasciava il Partito comunista e il vecchio Partito socialista all'opposizione” Nell'intervista Leo Valiani osserva: “Certo all'Assemblea Costituente i contrasti erano molto forti, soprattutto nel 1947, dopo l'estromissione dei comunisti e dei socialisti dal governo. Ci si scontrava, senza mezzi termini, ma lo facevamo nel pieno rispetto reciproco, convinti che i nodi da sciogliere erano tanti. Allora la classe politica antifascista era appena uscita temprata da grandi lotte per grandi ideali, e anche da un ventennio di isolamento: chi nella detenzione dura del carcere e del confino, chi nell'esilio all'estero. Tutti avevamo piena consapevolezza di quanto grandi e gravi fossero i problemi che ci trovavamo a dover affrontare, dopo una lunga stagione di lotte, ma anche di forti speranze e di convinti propositi che occorresse cambiare profondamente le cose e gli uomini.”