I Fumetti della Resistenza

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Le 21 donne della Costituente
Lina Merlin
Maria Maddalena Rossi
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Lina MerlinLina Merlin
(15 ottobre 1887 Pozzonovo - 16 agosto 1979 Padova)

Lina Merlin, nata a Pozzonovo (Padova) si iscrive nel 1919 al Psi. Nel 1924 le fu affidata la regia della campagna elettorale veneta. Stilò in questa occasione un rapporto dettagliato e preciso delle violenze e illegalità compiute dagli squadristi e lo consegnò al deputato Giacomo Matteotti, il quale lo utilizzò per stendere il suo documentato atto di accusa al fascismo ormai al potere: fu proprio dopo quel discorso in Parlamento che Matteotti venne rapito e assassinato. Dopo le prime manifestazioni fasciste Lina Merlin lascia Padova per trasferirsi a Milano. L'11 marzo 1926 Lina Merlin dice no al fascismo con un gesto coraggioso: “ Io sottoscritta insegnante delle scuole elementari di Padova fui assente dalla cerimonia del giuramento celebrato in Municipio. La ragione è semplice chiara. Ho l'onore di appartenere al Partito socialista italiano ed ho la volontà di rimanervi, convinta della nobiltà del mio ideale.” Nel 1926 viene arrestata e condannata dal Tribunale speciale a cinque anni di confino in Sardegna, prima a Dorgali e poi a Orune e a Nuoro. Dopo il suo ritorno dal confino si trasferisce a Milano dove insegna alla scuola di Magistero Caterina da Siena e alla Scuola Media serale del Comune. La sua casa di via Catalani, malgrado la sorveglianza della polizia fascista, sarà luogo e base di incontri con esponenti socialisti come Pertini, Morandi e Basso. Con l’8 settembre 1943 entrò nella Resistenza, prendendovi parte attiva e organizzando i “Gruppi di difesa della Donna”. E' tra le fondatrici dell'Unione Donne Italiane (UDI). Nel 1946 fu una delle ventuno donne costituenti, elette il 2 giugno. Lina fa parte della Commissione dei 75 che ha il compito di redigere il testo della Carta fondamentale dello Stato italiano. Partecipa ai lavori della Terza Commissione dove presenta una relazione nella quale sottolinea che lo Stato deve garantire a tutti i cittadini il minimo necessario all'esistenza e di eliminare i problemi di ordine economico per assicurare ad ogni individuo la possibilità di crearsi una famiglia. A lei si deve l’interpolazione della locuzione “di sesso” nell’articolo 3, tra i criteri di distinzione che non possono determinare discriminazioni di trattamento, parametro fondamentale per impedire disposizioni legislative dal carattere discriminatorio nei confronti delle donne. Nella prima legislatura repubblicana del 1948 viene eletta al Senato e riconfermata nella seconda legislatura (1953-1958). Nella sua attività parlamentare dedicò tutti i suoi sforzi al miglioramento della condizione femminile e a portare in evidenza le problematiche del Polesine (miseria, emigrazione, malattie endemiche)., mostrando in tutte le sue battaglie tenacia, coerenza politica e serietà. Tra le proposte di legge presentate da lei ricordiamo l’introduzione del divieto di licenziamento per causa di matrimonio e la legge 75 del 20 febbraio 1958, con la quale veniva abolita la regolamentazione statale della prostituzione e si disponevano sanzioni nei confronti dello sfruttamento e del favoreggiamento della prostituzione:Lina Merlin muore a Padova il 16 agosto 1979.